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Vendere casa a Bergamo : consigli

Quando si è alla ricerca di una casa, che si tratti del primo acquisto o di un trasloco per i motivi più disparati (primo fra tutti, di solito, la famiglia che si allarga), è necessario valutare con attenzione la nuova sistemazione possibile in modo da sfruttarne appieno tutti i punti a favore nella speranza che i contro siano di gran lunga inferiori ad i pro.

Per chi è alla ricerca di un appartamento in vendita a Bergamo, la buona notizia è che negli ultimi anni la vendita immobiliare è tornata alla ribalta contrariamente a ciò che, di conseguenza, avviene per gli appartamenti da locare temporaneamente, solitamente richiesti solo da chi è costretto per motivi di lavoro o di studio ad abitare per un certo periodo di tempo lontano da casa.

Ma quali sono i prezzi che potrebbe avere un appartamento in vendita a Bergamo e quali sono le tipologie di abitazioni più ricercate e richieste al momento? Per cercare di rispondere correttamente a questa domanda, è necessario fare una premessa. La zona nella quale si è alla ricerca di un appartamento in vendita a Bergamo può fare davvero la differenza in termini di prezzo. Zone centrali o vicinissime al centro di Bergamo, come il borgo di Sant’Anna ad esempio, offrono di solito abitazioni con un prezzo al mq non inferiore ai 2.000 euro, soprattutto se l’acquirente prende in considerazione case signorili e rifinite costruite nei primi anni del secolo scorso con un prestigio storico di un certo tipo.

In questi ultimi anni, stando alle recenti ricerche condotte in ambito immobiliare, sono tornate di moda le case costruite nelle corti, in passato utilizzate soprattutto da famiglie numerose che condividevano lo spazio centrale esterno in comune. Le attuali corti permettono di scegliere un appartamento tra diverse tipologie (monolocali per single, bi e trilocali per coppie giovani che hanno intenzione di ingrandire la famiglia o famiglie con uno o due bambini) con prezzi interessanti.

Case in vendita: la visura ipotecaria a beneficio di agente e acquirente

La sentenza 7178 del 10 aprile 2015 della Corte di Cassazione ha stabilito che, in tema di compravendita di case, il mediatore immobiliare, se sa della presenza d’ipoteche sul bene oggetto della contrattazione, deve necessariamente avvertirne il suo cliente, pena il risarcimento per omissione d’informazioni.

Il professionista, infatti, non solo deve rispondere alle richieste del possibile compratore, ma deve verificare per proprio conto tutti i dati riguardanti la casa, perché questo deve rientrare nelle sue competenze.

 

I ruoli dell’agente immobiliare

L’agente immobiliare ha una duplice valenza. Da una parte è mediatore e, in quanto tale, deve soppesare in modo imparziale gli interessi del venditore e del compratore, per garantire la chiusura dell’affare soddisfando gli interessi di entrambi. Dall’altra, come imprenditore, deve curare anche quelli della sua attività.

 

Problemi e soluzione

Il rischio è che, in questa seconda veste, l’agente tenda a badare di più ai suoi benefici, che a quelli del venditore e dell’acquirente. Per limitare questa forma di egoismo aziendale, la legge ha disposto che egli debba attenersi alle norme che tutelano il consumatore. Molto spesso questo accade già, ma non sempre, per cui può capitare che il compratore non sia avvisato d’ipoteche pendenti sulla casa.

Per evitare di incorrere in situazioni spiacevoli per tutti, è sufficiente che il professionista richieda una visura ipotecaria dell’immobile in oggetto.

 

Possibilità di vendita

La visura ipotecaria è un documento che, tramite ricerca per soggetto, restituisce come risultati tutti gli immobili da egli posseduti, con l’indicazione di eventuali gravami pendenti. In più, si ottiene l’elenco di tutti gli atti di natura volontaria e/o pregiudizievole imposti sulla casa (formalità):

 

  • Le trascrizioni, riguardano gli atti con cui un immobile passa di proprietà da una persona a un’altra.
  • Le iscrizioni mostrano la presenza d’ipoteche provenienti da mutui e, tramite la loro analisi è possibile sapere se qualcuno ha presentato l’immobile come garanzia.
  • Le annotazioni offrono quadro d’insieme sulle formalità che riguardano la cancellazione di ipoteche o pignoramenti.

 

Se si accerta che una casa è pignorata, le alternative per l’agente sembrerebbero solo vendere senza informare l’acquirente, o non fare sin da subito la proposta. In realtà, sembra che sia possibile una terza soluzione, che porterebbe alla vendita della casa, senza problemi e a un costo inferiore (alla luce di quanto emerge con la visura ipotecaria).

 

Come vendere un immobile pignorato

L’iter non è molto semplice e i passi da seguire sono diversi, ma vendere un immobile pignorato è possibile. Basta sapere mettere d’accordo le tre parti coinvolte: la banca o l’istituto di credito che ha disposto il pignoramento, l’agenzia immobiliare e il venditore, che si libera così della casa e del debito.

Verifica la planimetria catastale prima di comprare casa

L’acquisto di un immobile non è un investimento semplice da valutare: non si tratta di una questione di spese. Anche se una casa non si acquista tutti i giorni, è anche vero che avere le carte in regola assicura per qualsiasi tipo di imprevisto. Le garanzie vanno definite prima dell’acquisto: in molti casi, infatti, dopo la firma del rogito, l’ex proprietario ritiene di aver assolto a ogni suo obbligo, delegando quindi al nuovo residente il pagamento di tutte le pendenze in corso.

 

Per legge, alla firma del rogito, tutto ciò che non è stato versato dal proprietario precedente ricade di fatto sul nuovo proprietario, anche se questi non era a conoscenza dei debiti contratti. Anche gli annunci, che riportano i metri quadri disponibili per singolo appartamento, possono riservare brutte sorprese.

 

Due sono i sistemi per accertarsi sull’abitabilità della struttura: una planimetria catastale aggiornata e la visita dell’immobile prima dell’acquisto, per verificarne le condizioni. La sola visita potrebbe non bastare: è necessario verificare se l’immobile è intestato alla persona che ci sta proponendo l’affare.

 

Per verificarlo, basta una visura catastale, che mostri anche i dati del proprietario e consenta ulteriori ricerche per eventuali richieste in corso. L’immobile deve essere in regola dalle fondamenta: un controllo al piano urbanistico e la verifica dei lavori di ristrutturazione eventualmente fatti in precedenza (che, magari, hanno apportato cambiamenti alla rendita) sono indispensabili.

 

La planimetria catastale risulta essenziale per capire la reale superficie dell’immobile: i metri quadri indicati degli annunci non sono veritieri, perché c’è da verificare quanta superficie sia davvero calpestabile. Non fare attenzione a questo dettagli significa pagare di più, ottenendo però di meno nella vita di tutti i giorni!

 

La planimetria catastale è uno dei documenti meno aggiornati. Diverse le motivazioni: se i lavori di ristrutturazione hanno inciso sulla rendita, si pensa di lasciare i documenti al Catasto come sono, per risparmiare un po’ sulle tasse applicate agli immobili. In alternativa, se l’immobile non ha subìto alcun rinnovo, si può pensare di lasciare le cose come stanno per assenza di cambiamenti.

 

Dopo molti anni (soprattutto se si intende rivendere l’immobile e rientrare così del proprio investimento), la planimetria catastale va assolutamente aggiornata, con il sopralluogo di un consulente esperto.

 

Verificare i conti pregressi e la documentazione relativa all’immobile rasserenano sull’acquisto e garantiscono l’acquirente in caso di controlli.

 

Casa: l’importanza della disposizione della camera da letto

 

Un sogno che molto spesso può essere capitato a molti riguarda il sognare i propri denti. In molti casi questi sogni turbano il protagonista, in quanto non sono molto positivi: infatti si sognano denti che cadono, che si muovono, che si ammalano o che si spezzano.

Nei sogni i denti possono essere interpretati come simbolo della forza vitale, sono il simbolo di una perfetta condizione fisica. Nei sogni i denti appaiono sempre però caduti, in procinto di cadere o comunque danneggiati. Secondo antiche credenza la caduta dei denti preannunciava la morte di qualcuno.
Quindi, sognare la caduta dei denti rappresenta il nostro timore di perdere la salute fisica, di avere problemi di salute. Tuttavia, come spesso accade nei sogni, attraverso un’analisi più approfondita del sogno si possono rilevare anche altri significati.
Se sogniamo denti che tremano, forse abbiamo paura di affrontare qualche ostacolo, mentre se protagonisti del sogno sono i denti del giudizio, forse abbiamo capito che qualcosa nella nostra vita sta cambiando, che dobbiamo o stiamo maturando, e che quindi molte cose nella nostra vita stanno cambiando.

I denti quindi rappresentano la nostra salute, la nostra vitalità e sono anche il simbolo del nostro apparire esteriore. Infatti ognuno di noi sogna un bel sorriso e quando i nostri denti anteriori sono danneggiati ci sentiamo molto a disagio. Quindi, sognare denti che cadono o che si muovono, soprattutto davanti può significare un senso di imbarazzo nei confronti degli altri, un senso di inadeguatezza, di inferiorità che proviamo in noi stessi, di poca stima del nostro aspetto esteriore.
Sognare i denti, quindi, è legato al nostro stato fisico, anche se vi sono evidenti ripercussioni nel nostro stato mentale.
Secondo tale logica, sognare al contrario denti che crescono comporta una crescita di autostima nei nostri confronti, uno stare bene con se stessi che cresce e matura ogni giorno. La disposizione della camera è importantissima per un buon riposo. Specialmenti chi fa dei lavori impegnativi come medici o a turni, come lavoratori in centri assistenza che devono essere reperibili giorno e notte.