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Mutuo: documenti ed istruzioni per l’uso

Quanto chiedere
Le banche possono arrivare a coprire il 75%-80% dell’importo totale, ma è bene valutare prima l’entità dell’anticipo che ci si può permettere di chiedere, quindi quanto si riesce a mettere via mensilmente. Meglio non chiedere un finanziamento maggiore di un terzo delle proprie entrate.

Durata e tasso
Un mutuo può durare dai cinque ai trent’anni. Se si è un lavoratore dipendente, la scelta giusta può essere il mutuo a lunga durata e a tasso fisso. Al libero professionista, se guadagna molto, può convenire una soluzione più breve, anche a tasso variabile.

L’anticipo della liquidazione
Ai dipendenti di aziende con almeno 25 dipendenti l’articolo 2120 del codice civile dà la possibilità di chiedere un anticipo del TFR per l’acquisto della prima casa.

I requisiti legali
Bisogna essere cittadini italiani residenti in Italia, o di Stati membri della UE o stranieri (non UE) con residenza in Italia ed essere maggiorenni.

Documenti
Possono variare da banca a banca, ma ce ne sono alcuni chiesti da tutte.
I lavoratori dipendenti devono portare la dichiarazione del datore di lavoro che dimostri l’anzianità lavorativa, il CUD o la copia del 730 o del Modello Unico.
I lavoratori autonomi e i professionisti devono portare la copia del Modello Unico. I primi devono presentare l’estratto d’iscrizione alla Camera di Commercio e i secondi l’attestato d’iscrizione all’Albo.
Tutti devono portare:
Fotocopia di carta d’identità e codice fiscale.
Certificato contestuale.
Certificato di stato libero o estratto dell’atto di matrimonio.
Copia della sentenza del tribunale che stabilisce il divorzio o la separazione legale.
Copia dell’atto di proprietà.
Copia del contratto preliminare di compravendita.
Planimetria, visura ed estratto di mappa catastali (la visura catastale mostra i dati dell’immobile come la rendita, la superficie e dei suoi intestatari).
Copia del certificato di abitabilità.
Copia della domanda di condono (se presente), delle ricevute di pagamento dell’oblazione, degli oneri concessori (se dovuti), o di concessione edilizia in sanatoria.
La dichiarazione di eredità (se la casa è stata ereditata) e un attestato dell’avvenuto pagamento delle imposte di successione.

Conoscere il perito
Per stabilire il valore dell’immobile, la banca nomina un geometra, architetto, ingegnere o altro esperto qualificato. Per rilasciare la perizia dell’immobile si esaminano titolo di provenienza, certificato catastale, planimetria ed eventuali domande di condono. Il valore della rendita riportato sulla visura catastale ad oggi non è riferibile al valore di mercato dell’immobile, anche se la riforma del catasto vorrebbe eliminare questo disallineamento.

Accollo
Se la casa che si vuole comprare è già oggetto di mutuo, questo viene accollato al nuovo acquirente.
Se il mutuo è stato contratto nel 2011 o poco prima, subentrarvi vuol dire pagare rate simili a quelle attuali. Se il mutuo è stato contratto nel 2013 o 2014 a tasso fisso, il subentro conviene dato il tasso basso. Bisogna però leggere attentamente il contratto, per controllare che non ci sia la disposizione del passaggio al tasso variabile dopo un certo periodo.

Asta
Gli immobili in vendita all’asta sono molti, ma non tutti hanno i soldi subito disponibili e necessari all’acquisto senza chiedere un mutuo. La banca, per tutelarsi, chiede l’ipoteca sul bene che si vuole comprare con il mutuo, ma l’ipoteca si può fare solo se il bene è posseduto dal mutuatario o dal venditore. L’articolo 2822 del codice civile fornisce indicazioni su come superare l’impasse.

Come funzionano i prestiti cambializzati?

In un mondo in cui accedere al credito è sempre più complesso, i prestiti cambializzati stanno divenendo sempre più la forma di finanziamento prediletta per coloro che sono protestati o che non hanno le opportune garanzie da presentare agli istituti di credito.
Infatti, i prestiti cambializzati, come si legge qui, sono prestiti che hanno la peculiarità di essere rimborsati attraverso le cambiali all’istituto creditore. E quindi? In cosa consiste la particolarità? Semplicemente le cambiali sono titoli di credito sempre esigibili, quindi fungono da garanzia, e quindi permettono agli istituti bancari di prestare il credito con maggior serenità.

Dunque, e riassumendo, l’erogazione del capitale richiesto attraverso il prestito cambializzato avviene a fronte dell’apposizione della firma del soggetto beneficiario del finanziamento sulle cambiali che costituiscono la modalità di pagamento ma anche la garanzia di regolare restituzione del finanziamento. Per questo stesso motivo, il prestito cambializzato ha una tempistica di accettazione (o rifiuto) molto breve: è possibile ottenere l’intero importo richiesto in appena 24 ore.

Appare fin troppo scontato che l’istituto di credito, generalmente, cercherà di richiedere ed ottenere ulteriori garanzie: una fidejussione, un garante, un immobile, una fonte di reddito alternativa o meglio ancora una busta paga. Tuttavia, questa forma di credito rappresenta una delle poche possibilità per chi si affaccia al mondo del credito con le spalle scoperte.

Tutto oro ciò che luccica? Per niente. Abbiamo detto che questo è l’unico strumento possibile per accedere al credito che resta a tutti coloro che non hanno garanzie, o peggio ancora siano classificati come cattivi pagatori o protestati. Di conseguenza le Banche considerano questo tipo di prodotti ad alto rischio e di conseguenza il credito ha un costo più elevato per il debitore.
Insomma, se da un lato si tratta di forme di finanziamento piuttosto semplici da richiedere ed ottenere, dall’altro lato, il loro coste le pone come ultima spiaggia nel mondo del credito e dei prestiti.

Tutto sui prestiti senza busta paga

Purtroppo, in Italia, sono moltissime le persone che devono richiedere un prestito o un finanziamento. Si tratta generalmente di un’operazione finanziaria lunga e complessa, soprattutto se la cifra richiesta è superiore ai 5000 euro, ma comunque possibile.
La situazione si complica decisamente quando si affronta la richiesta di prestito in assenza di una lavoro a tempo determinato o indeterminato, infatti, chiedere un finanziamento senza busta paga è quanto di più complesso ci sia nel mondo del credito.

La soluzione più agevole e meno onerosa è senza dubbio quella di presentare delle garanzie all’istituto di credito. Tra le più considerate troviamo senza dubbio la figura del garante, cioè una terza persone che pone la propria busta paga, e quindi il proprio reddito fisso, a garanzia del nostro finanziamento. Altra garanzia benaccetta e quella data dagli immobili, anche se la crisi del settore immobiliare ha freddato gli animi di molti istituti in merito.

Ma come chiedere un prestito senza busta paga e senza garanzie? Bella domanda! Come si legge in questo post, le alternative esistono anche se hanno un costo in termini di tassi e spese varie sensibilmente più elevati.
Tra le soluzioni più percorribili troviamo senza dubbio i prestiti cambializzati e i prestiti finalizzati, oltre alle immancabili carte revolving.
I prestiti cambializzati permettono di erogare finanziamenti decisamente levati, in quanto la cambiale attraverso cui vengono rimborsati è un titolo esecutivo sempre esigibile e quindi funge da garanzia.
I prestiti finalizzati invece, difficilmente erogano somme superiori ai 3000 euro, tuttavia, hanno dalla loro parte la semplicità di richiesta e la burocrazia quasi inesistente.
Discorso diverso meritano, invece, le carte revolving che consentono di avere una linea di credito sempre disponibili ma che prevedono tempi lunghi di approvazione e spesso richiedono diverse garanzie per riceverne la titolarità. Tuttavia, una volta ottenute, queste carte consentono di avere sempre con sé una linea di credito da attivare ovunque ed in pochi secondi. Insomma una bella comodità.

Quindi tutto rose e fiori? Per niente, si tratta di forme di finanziamento che generalmente hanno un costo decisamente più elevato a parità di condizioni.

Le opzioni binarie a 60 secondi

Come suggerisce il nome stesso, le opzioni binarie a sessanta secondi sono delle speciali tipologie di opzioni che hanno una scadenza pari a sessanta secondi. Si tratta di uno strumento finanziario spiccatamente speculativo, poiché con questo tipo di opzioni si può fare il cosiddetto ‘scalping’ con una scadenza già impostata. Si tratta di una previsione veloce, in quanto bisogna determinare in tempi brevi l’ammontare dell’investimento e la previsione. Di media il guadagno che accompagna questa tipologia di prodotto si aggira sul 70% del capitale investito, quindi si rivela ottimale e proficuo. Il margine di guadagno deve inoltre tenere conto del tempo investito per attuare la transazione, che in questo specifico caso si rivela molto basso, quindi le opzioni binarie a 60 secondi sono uno strumento veloce quando intelligente per lavorare nel trading binario on line. I guadagni variano in base alle predisposizioni di mercato e alle azioni del trader, ma in teoria sono illimitati. Analizziamo quindi questo prodotto finanziario nel dettaglio.

I passi che devono essere compiuti quando si lavora con un’opzione a 60 secondi sono i seguenti. Innanzitutto deve essere scelta l’opzione binaria a 60 secondi, chiamata anche ‘a breve termine’ e l’Asset con il quale si desidera effettuare il trading. La scelta può ricadere fra materie prime, value, indici azionari o titoli, e la quantità di prodotti varia in base alla piattaforma di broker scelta. A questo punto si deve scegliere se attuare una previsione al rialzo o al ribasso. Si tratta della scelta più importante, giacché da essa dipende il guadagno nelle opzioni binarie a 60 secondi, ma soprattutto è veloce e variabile anche in pochi secondi, quindi decisamente ‘adrenalinica’. Va quindi scelto l’importo da investire sull’opzione scelta, il quale è seguito da una base minima e da una massima. Una volta inserito l’importo è possibile visionare un riepilogo della transazione e quindi vedere il potenziale guadagno per ogni investimento e la valutazione delle eventuali perdite. A questo punto è possibile acquistare l’opzione binaria a 60 secondi impostata. Cosa si deve fare ora? Niente di più che aspettare un minuto per conoscere se la manovra finanziaria ha apportato un benefico oppure una perdita, poiché questo è il tempo previsto per questa tipologia di trading.

Di base le opzioni binarie a 60 secondi permettono di conoscere a priori il possibile guadagno e l’eventuale perdita. Alcune piattaforme di broker offrono un payout in fase di perdita, ovvero restituiscono qualcosa della somma perduta, che di base si aggira sulla percentuale del 10% dell’importo investito. Ovviamente anche il guadagno dipende dalle impostazioni della piattaforma di broker. Queste caratteristiche rendono le opzioni binarie a 60 secondi simili agli altri prodotti, dove ciò che cambia è il tempo di risposta. Per lavorare in modo professionale è sempre consigliato analizzare il grafico del prezzo dell’Asset mediante le analisi tecniche e non prendere mai decisioni ‘di petto’, ovvero spinte dall’emozione, in quanto nel caso di opzioni binarie a 60 secondi potrebbero davvero risultare pericolose per i trader meno esperti.