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Vendere casa a Bergamo : consigli

Quando si è alla ricerca di una casa, che si tratti del primo acquisto o di un trasloco per i motivi più disparati (primo fra tutti, di solito, la famiglia che si allarga), è necessario valutare con attenzione la nuova sistemazione possibile in modo da sfruttarne appieno tutti i punti a favore nella speranza che i contro siano di gran lunga inferiori ad i pro.

Per chi è alla ricerca di un appartamento in vendita a Bergamo, la buona notizia è che negli ultimi anni la vendita immobiliare è tornata alla ribalta contrariamente a ciò che, di conseguenza, avviene per gli appartamenti da locare temporaneamente, solitamente richiesti solo da chi è costretto per motivi di lavoro o di studio ad abitare per un certo periodo di tempo lontano da casa.

Ma quali sono i prezzi che potrebbe avere un appartamento in vendita a Bergamo e quali sono le tipologie di abitazioni più ricercate e richieste al momento? Per cercare di rispondere correttamente a questa domanda, è necessario fare una premessa. La zona nella quale si è alla ricerca di un appartamento in vendita a Bergamo può fare davvero la differenza in termini di prezzo. Zone centrali o vicinissime al centro di Bergamo, come il borgo di Sant’Anna ad esempio, offrono di solito abitazioni con un prezzo al mq non inferiore ai 2.000 euro, soprattutto se l’acquirente prende in considerazione case signorili e rifinite costruite nei primi anni del secolo scorso con un prestigio storico di un certo tipo.

In questi ultimi anni, stando alle recenti ricerche condotte in ambito immobiliare, sono tornate di moda le case costruite nelle corti, in passato utilizzate soprattutto da famiglie numerose che condividevano lo spazio centrale esterno in comune. Le attuali corti permettono di scegliere un appartamento tra diverse tipologie (monolocali per single, bi e trilocali per coppie giovani che hanno intenzione di ingrandire la famiglia o famiglie con uno o due bambini) con prezzi interessanti.

Pagare la rata del mutuo: gli italiani si rivolgono ai compro oro

In un contesto di crisi e di stagnazione economica l’oro è considerato un vero e proprio valore-rifugio. Prima che scoppiasse la bolla finanziaria legata al mercato immobiliare, gli investimenti nelle costruzioni erano considerati anch’essi sicuri.
Oggi, invece, c’è molta più diffidenza e si torna sempre più a ritenere l’oro come l’unico vero valore certo. Le oscillazioni della borsa non consentono di individuare aziende o segmenti finanziari privi di rischi.
L’oro, al contrario, resiste molto bene a tutte le variazioni di mercato e garantisce rendimenti costanti nel tempo. Non svaluta mai e possiamo eventualmente rivenderlo ottenendo comunque un ritorno certo in termini economici.
In questo momento l’oro ha un valore di quasi €38 al grammo.

Si affidano alla vendita dell’oro un numero sempre più considerevole di persone in cerca di liquidità per spese improvvise o altro.
Se non si dispone di denaro liquido e non ci si vuole disfare ad esempio dell’automobile, vendere l’oro che abbiamo in casa può essere una valida alternativa. Nella cassaforte, tramandati di generazione in generazione, potremo avere ori per un valore considerevole che ci consentirebbe di affrontare oneri economici e debiti con molta serenità.

Gli italiani si rivolgono ai compro oro per pagare la rata del mutuo, facendosi fare prima una valutazione dell’oro usato da vendere.
Si tratta di una pratica ormai diffusa per poter gestire un momento difficile per il bilancio familiare senza andare incontro a tassi di interesse troppo onerosi.
Rivolgersi al compro oro permette a chi non dispose momentaneamente di soldi, di non essere costretto a rinegoziare il mutuo a condizioni nettamente peggiori vincolandosi per anni ad un esborso maggiore.
Rivolgendosi ad un compro oro di fiducia si può avere una valutazione dei nostri anelli e delle nostre collane. Sulla base di questa valutazione calcoleremo l’opportunità di scambiarli per pagare il bollettino della rata del mutuo.

I servizi finanziari di Volvo per acquistare un auto nuova

Oggi comprare una macchina richiede degli sforzi economici non indifferente. Frutto anche una crisi economica sempre più pressante non è nelle possibilità di tutti poter comprare un auto in contanti.

Ci sono diverse compagnie automobilstiche che, al fine di incentivare e aiutare la gente ad acquistare dei nuovi modelli di macchina, propone dei finanziamenti alla clientela con tassi variabili in base alle finanziarie stesse.

Un esempio è il caso di Volvo che in occasione del lancio del modello nuovo Volvo XC-90 ha pensato bene (ma vale anche per tutta la gamma di veicoli Volvo) di proporre diverse forme di finanziamento per poter acquistare l’automobile.

Oggi comprare un auto richiede per l’appunto un esborso di soldi che impatta notevolmente sulla vita delle persone. E non è solo di prendere la macchina meno costosa oppure quella con meno optional perchè alla fine, la sola macchina base, comunque costa migliaia di euro che non tutti possono permettersi. Certo il fatto di aggiungere tutta una serie di optional magari non previsti nei modelli di base fa lievitare notevolmente il prezzo finale (per curiosità su Pezzidiricambio24.it è possibile vedere una vasta gamma di optional multimarche).

Volto tramite il suo ufficio preposto dedicato ai finanziamenti (Volvo Car Financial Services ) offre tre modelli di finanziamento differenti:

  • Volvo Car Leasing – la forma di finanziamento più frequente
  • Volvo Car Own – una combinazione di leasing e acquisto rateale
  • Volvo Car Loan – la forma di finanziamento tradizionale

Volto Car Leasing è il piano di finanziamento che più frequentemente viene scelto dalle persone. Sostanzialmente è un piano di Leasing che offre una serie di vantaggi: una flessibilità totale nel decidere quanto anticipo si vuole dare per cominciare il finanziamento, massima libertà nello stabilire per quanto tempo si vuole avere la macchina in Leasing, non ci sono limiti di chilometraggio percorribili durante il periodo del Leasing.

Il pagamento avviene mensilmente tramite delle rate fisse che variano in base all’anticipo che viene dato. I tassi applicati sono vantaggiosi e comunque documentati da apposite brochure che spiegano i tassi applicati (TAN/TAG). Inoltre a fine contratto è obbligo del concessionario prendersi indietro il veicolo senza nessun obbligo da parte vostra.

Di contro Volto richiede per questo tipo di Leasing che venga instaurata sul veicolo stesso un assicurazione Kasko a copertura di eventuali danni.

Volvo Car Loan è un piano di finanziamento che come il precedente prevede una flessibilità totale nel decidere quanto anticipo si vuole dare e massima libertà di decidere la durate del contratto. In più rispetto al precedente piano c’è la garanzia di pagamento delle rate mancanti fino a fine contratto nel caso di decesso della persona che ha stipulato il contratto oltre al fatto che sono previste delle agevolazioni fiscali da scaricare sulla dichiarazione dei redditi. Inoltre, rispetto al piano precedente, non c’è nessun obbligatorio di stipulare l’assicurazione Kasko come garanzia sul veicolo.

Volvo Car Own è un piano di finanziamento praticamente molto simile al Volvo Car Loan con la differenza che su questo piano a fine contratto si potrà decidere se: acquistare l’auto (riscatto) o rifinanziare l’importo ancora da dare, restituire il veicolo e/o sostituirlo con un modello nuovo.

Mutuo: documenti ed istruzioni per l’uso

Quanto chiedere
Le banche possono arrivare a coprire il 75%-80% dell’importo totale, ma è bene valutare prima l’entità dell’anticipo che ci si può permettere di chiedere, quindi quanto si riesce a mettere via mensilmente. Meglio non chiedere un finanziamento maggiore di un terzo delle proprie entrate.

Durata e tasso
Un mutuo può durare dai cinque ai trent’anni. Se si è un lavoratore dipendente, la scelta giusta può essere il mutuo a lunga durata e a tasso fisso. Al libero professionista, se guadagna molto, può convenire una soluzione più breve, anche a tasso variabile.

L’anticipo della liquidazione
Ai dipendenti di aziende con almeno 25 dipendenti l’articolo 2120 del codice civile dà la possibilità di chiedere un anticipo del TFR per l’acquisto della prima casa.

I requisiti legali
Bisogna essere cittadini italiani residenti in Italia, o di Stati membri della UE o stranieri (non UE) con residenza in Italia ed essere maggiorenni.

Documenti
Possono variare da banca a banca, ma ce ne sono alcuni chiesti da tutte.
I lavoratori dipendenti devono portare la dichiarazione del datore di lavoro che dimostri l’anzianità lavorativa, il CUD o la copia del 730 o del Modello Unico.
I lavoratori autonomi e i professionisti devono portare la copia del Modello Unico. I primi devono presentare l’estratto d’iscrizione alla Camera di Commercio e i secondi l’attestato d’iscrizione all’Albo.
Tutti devono portare:
Fotocopia di carta d’identità e codice fiscale.
Certificato contestuale.
Certificato di stato libero o estratto dell’atto di matrimonio.
Copia della sentenza del tribunale che stabilisce il divorzio o la separazione legale.
Copia dell’atto di proprietà.
Copia del contratto preliminare di compravendita.
Planimetria, visura ed estratto di mappa catastali (la visura catastale mostra i dati dell’immobile come la rendita, la superficie e dei suoi intestatari).
Copia del certificato di abitabilità.
Copia della domanda di condono (se presente), delle ricevute di pagamento dell’oblazione, degli oneri concessori (se dovuti), o di concessione edilizia in sanatoria.
La dichiarazione di eredità (se la casa è stata ereditata) e un attestato dell’avvenuto pagamento delle imposte di successione.

Conoscere il perito
Per stabilire il valore dell’immobile, la banca nomina un geometra, architetto, ingegnere o altro esperto qualificato. Per rilasciare la perizia dell’immobile si esaminano titolo di provenienza, certificato catastale, planimetria ed eventuali domande di condono. Il valore della rendita riportato sulla visura catastale ad oggi non è riferibile al valore di mercato dell’immobile, anche se la riforma del catasto vorrebbe eliminare questo disallineamento.

Accollo
Se la casa che si vuole comprare è già oggetto di mutuo, questo viene accollato al nuovo acquirente.
Se il mutuo è stato contratto nel 2011 o poco prima, subentrarvi vuol dire pagare rate simili a quelle attuali. Se il mutuo è stato contratto nel 2013 o 2014 a tasso fisso, il subentro conviene dato il tasso basso. Bisogna però leggere attentamente il contratto, per controllare che non ci sia la disposizione del passaggio al tasso variabile dopo un certo periodo.

Asta
Gli immobili in vendita all’asta sono molti, ma non tutti hanno i soldi subito disponibili e necessari all’acquisto senza chiedere un mutuo. La banca, per tutelarsi, chiede l’ipoteca sul bene che si vuole comprare con il mutuo, ma l’ipoteca si può fare solo se il bene è posseduto dal mutuatario o dal venditore. L’articolo 2822 del codice civile fornisce indicazioni su come superare l’impasse.